Abenaim

Una famiglia ebrea e le leggi razziali

Autore: Umberto Abenaim
Collana: Uomini e Luoghi
Pubblicato nel: Gennaio 2015
Pagine: 128
Prezzo: 15 Euro
ISBN: 978-88-89864-52-4

In breve: In questo libro, che Liliana Picciotto nella sua prefazione definisce “piccolo lessico famiglia­re”, il piacentino Umberto Abenaim racconta la storia della sua famiglia travolta dall’odio raz­ziale, al pari di tutte le famiglie ebree dell’Ita­lia fascista e dell’Europa occupata dai nazisti. Gli Abenaim erano una vecchia e agiata fa­miglia ebraica di origine pisana che nel 1938, all’entrata in vigore delle leggi razziali che col­piscono gli oltre 50.000 nati da almeno un ge­nitore ebreo o ex-ebreo, precipita dal prestigio professionale dei padri, e dalla gloria militare dei figli, alla segregazione sociale. Con l’entrata in guerra dell’Italia e in partico­lare dopo l’8 settembre del ‘43 ha inizio per la famiglia la stagione dell’abbandono e della di­sperazione. Perduti i beni materiali e costretti a cancellare i segni della loro esistenza in vita, gli Abenaim si disperdono nell’Italia occupata nel tentativo continuo di fuggire a una cattura che porterebbe alla deportazione nei campi di concentramento. In uno scenario di violenza e illogico furore è il figlio Carlo, già progetti­sta di talento e decorato al valore militare in Africa, futuro direttore dell’Arsenale Milita­re di Piacenza, a incarnare per i famigliari la speranza di “fuggire dal Faraone”. Egli infat­ti non si rassegna a sparire e trova giorno per giorno un posto al riparo, un camuffamento, una protezione che consenta alla famiglia di sopravvivere. Così gli Abenaim, di rifugio in rifugio, pas­seranno da Pisa a Roma, da Firenze a Torino approdando infine a Piacenza, città militare e avamposto della Resistenza, dove la Liberazio­ne ritroverà attoniti e increduli i sopravvissuti alla furia della storia.



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